Storia e fabbricazione della carta

Il significato della parola carta è piuttosto incerto. Secondo alcuni deriverebbe, attraverso il latino charta, dal greco charassò con il significato di inciderescolpire. I termini corrispondenti paper anglosassone, papelspagnolo e papier francese e tedesco, derivano invece dalla pianta del papiro, utilizzato per scrivere dagli antichi egizi fin dal 3000 a.c. e, successivamente, da greci e romani. Più a nord la pergamena, ottenuta per lavorazione di pelli di animali, sostituì per la scrittura il papiro, che cresce esclusivamente in regioni dal clima subtropicale.
In Cina i documenti venivano scritti sul bambù ed erano per questo ingombranti da conservare e trasportare. Occasionalmente veniva usata la seta, ma era troppo costosa per un uso diffuso.

In sintesi il processo di fabbricazione consiste in vari stadi che portano alla formazione della carta a partire dal legno. I principali stadi sono:

  1. Preparazione delle fibre: spappolamento (pulping)
  2. Sbiancamento (bleaching)
  3. Formazione del foglio e pressatura
  4. Trattamenti superficiali vari
  5. Essiccamento.

Il materiale più comunemente usato è la polpa di legno o di cellulosa, solitamente legno tenero come per esempio l’abete o il pioppo, ma – a seconda degli usi – si possono utilizzare anche altre fibre come cotone, lino e canapa, oltre che, ovviamente, carta riciclata.